Equestrian Statue of Marcus Aurelius

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The Equestrian Statue of Marcus Aurelius is one of the most important Ancient Roman statues. The original is on display in the Capitoline Museums, with the one now standing in the open air of the Piazza del Campidoglio being a replica made in 1981 when the original was taken down for restoration.

The overall theme is one of power and divine grandeur — the emperor is over life-size and is holding out his hand in a gesture much like that in some statues of Augustus. In this case the gesture may also signify clemency as some historians assert that a fallen enemy may have been sculpted begging for mercy under the horse’s raised hoof (based on accounts from mediaeval times which suggest that a small figure of a bound barbarian chieftain once crouched underneath the horse’s front right leg). Such an image was meant to portray the Emperor as victorious and all-conquering. However, shown without weapons or armour, Marcus Aurelius seems to be a bringer of peace rather than a military hero, for this is how he saw himself and his reign.

He is riding without the use of stirrups, which had not yet been introduced to the West. While the horse has been meticulously studied in order to be recreated for other artists’ works, the saddle cloth was copied with the thought that it was part of the standard Roman uniform. The saddle cloth is actually Sarmatian in origin, suggesting that the horse is a Sarmatian horse and that the statue was created to honour the victory over the Sarmatians by Marcus Aurelius, after which he adopted “Sarmaticus” to his name. The statue was erected ca. 175 CE. Its original location is debated: the Roman Forum and Piazza Colonna (where the Column of Marcus Aurelius stands) have been proposed.

What is happened today!

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On this day, in the 1463, was born Giovanni Pico della Mirandola.He was an Italian Renaissance nobleman and philosopher. He is famed for the events of 1486, when, at the age of 23, he proposed to defend 900 theses on religion, philosophy, natural philosophy, and magic against all comers, for which he wrote the Oration on the Dignity of Man, which has been called the “Manifesto of the Renaissance”.

Il Ratto delle Sabine

L’ opera più famosa del Giambologna e’ ” Il Ratto delle Sabine” (1574-1580).In origine, sembra che l’artista non volesse rappresentare il leggendario racconto citato da Tito Livio nella “Storia di Roma”, secondo cui Romolo, appena fondata la città cerco’ di venire a patti con le popolazioni vicine perché gli fornissero donne che procreando, popolassero l’ Urbe, ma di fronte al netto rifiuto da parte degli interpellati, il Re di Roma, organizzò una grande festa per distrarli e rapi le loro donne. La scultura e’ nota anche col il titolo : ” Le tre età dell’uomo” e si sostiene che proprio questo fosse in realtà, il vero tema che l’artista volle raffigurare. Le tre figure infatti rappresentano un giovane uomo che tiene in alto,tra le braccia,una ragazza, mentre un uomo più vecchio, incastrato tra le sue gambe, cerca di ostacolarlo.La bellezza prorompente di questa incredibile scultura in marmo bianco, alta 4,10 metri, non si esplicita soltanto nell’estetica delle forme corporee e delle espressioni dei volti che pure trasmettono con forza il sentimento di lotta in cui il più forte ha la meglio che e’alla base del tema rappresentato, ma anche e soprattutto nella struttura tecnica con cui è stata realizzata. Le figure, tre, perfettamente e distintamente delineate, sembrano avvitarsi l’una sull’altra e come l’ombra di un’unico corpo, ruotando e allungandosi, s’ innalzano verso l’alto. Le mani dell’artista trasformano un monolite di notevoli dimensioni, in un capolavoro di leggerezza e equilibrio che secondo i canoni manieristi non ha un fronte e un retro definiti, bensì e’ un tutt’uno significante da qualsiasi angolazione lo si osservi.Il Ratto delle Sabine si trova nella Loggia dell’Orcagna, o Loggia dei Lanzi in Piazza della Signoria a Firenze.gia

What is happened today!

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On this day, in 1923, were removed the seals of the tumb of Pharaon Tutankhamon. There was the archaeologist Howard Carter, the man who found the tumb in the 1922. In the tumb there were over 2000 finds. The tumb is situated in the Valley of the Kings.

 

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Il sarcofago degli sposi! 

ARCHEOLOGIA. Il Sarcofago degli Sposi.

La Necropoli della Banditaccia di Cerveteri ci ha restituito nel 1881 questo stupendo capolavoro dell’arte etrusca, datato tra il 530 e il 520 a.C. La tomba in cui era collocato era stata depredata e dell’opera ne rimanevano circa 400 frammenti. Furono acquistati dal fondatore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma, Felice Barnabei, che provvide al restauro. Il sarcofago (cm 199x70x141) è costituito da una cassa a forma di letto da convito (“kline”) e da un coperchio con la rappresentazione di una coppia di sposi semidistesa a banchetto secondo la moda orientale. L’uomo cinge con dolcezza la propria metà. Entrambe le figure tenevano nelle mani oggetti da mensa, non conservati. Il sarcofago è in realtà un’urna cineraria destinata a raccogliere le ceneri dei due defunti. La rappresentazione della scena conviviale riprendeva un tema piuttosto comune nei monumenti funerari del periodo. Testimoniava da un lato uno dei momenti più importanti della vita aristocratica etrusca, il banchetto appunto, dall’altro esaltava il rango e la ricchezza della famiglia che era stata in grado di commissionare un’opera di tal fatta. La scultura fu modellata in un unico momento, poi tagliata in due metà per evitare danni durante la cottura. Era ravvivata da colori dei quali restano minime tracce. Lo stile segue la corrente artistica ionica, dominante nell’Etruria del VI secolo a.C., importata nella penisola italica da artigiani provenienti dalle città greche dell’Asia Minore . L’artista concentrò il suo massimo sforzo nella realizzazione delle teste degli sposi, nella resa degli ovali del viso, delle capigliature e delle espressioni che infondono profonda serenità nello spettatore. L’opera apre una finestra sulla Civiltà Etrusca nella quale la donna godeva di grande rispetto e considerazione. La coppia sembra dunque continuare nell’Oltretomba il momento di gioia e di unione rappresentato dal banchetto nell’abbraccio eterno di un uomo e di una donna vissuti oltre 2000 anni fa. 

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What is happened today!

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On this day, in 1895, at the S.James’s theatre in London was going on the first opera written by O.Wilde, The Importance of Being Earnest.  It is a farcical comedy in which the protagonists maintain fictitious personæ to escape burdensome social obligations.

Love in History!

Per celebrare San Valentino, vi proponiamo una delle liriche d’amore più belle della letteratura egiziana, in cui si alternano le considerazioni di due innamorati, che si pensano a vicenda: «L’unica, l’amata, la senza pari,
la più bella di tutte,
guardala,
è come la stella fulgente
all’inizio di una bella annata» «Con la sua voce,
Il mio amato turba il mio cuore […].
Galoppa il mio cuore,
quando penso al mio amore.
Non mi permette di camminare come una persona umana,
e trasalisce»

Fonte: L’inizio delle parole della grande gioia del cuore, Papiro Chester Beatty

Trad.: E. Bresciani, Letteratura e poesia dell’antico Egitto, Einaudi 1999, pag. 453

Stele di Mekimontu e Nubemueskhet – Nuovo Regno/XVIII-XX dinastia (1539-1076 a.C.) – Calcare dipinto

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San Valentino, le origini della festa degli innamorati!

La tradizione di San Valentino quale protettore degli innamorati risale  all’epoca romana,  nel 496 d.C., quando l’allora papa Gelasio I volle porre fine ai lupercalia, gli antichi riti pagani dedicati al dio della fertilità Luperco. Questi riti si celebravano il 15 febbraio e prevedevano festeggiamenti sfrenati ed erano apertamente in contrasto con la morale e l’idea di amore dei cristiani.

In particolare il clou della festa si aveva quando le matrone romane si offrivano, spontaneamente e per strada, alle frustate di un gruppo di giovani nudi, devoti al selvatico Fauno Luperco. Anche le donne in dolce attesa si sottoponevano volentieri al rituale, convinte che avrebbe fatto bene alla nascita del pargolo. In fondo, ad alleviare il dolore bastava lo spettacolo offerto dai corpi di quei baldi giovani, che si facevano strada completamente nudi o, al massimo, con un gonnellino di pelle stretto intorno ai fianchi.

Per “battezzare” la festa dell’amore, il Papa Gelasio I decise di spostarla al giorno precedente – dedicato a San Valentino – facendolo diventare in un certo modo il protettore degli innamorati.

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(Leonhard Beck. Museo Nazionale della Fortezza di Coburgo)

Secret corner in Florence!

In Piazza della Signoria, to the right of the Palazzo Vecchio, almost on the corner of the building, you can see, hidden and “camouflaged” on the outside of the stones that form the walls, a kind of incision: more precisely, a profile of a man’s head. Legend said it that Michelangelo Buonarroti, every time he pass by via della Ninna street, stree passing between Palazzo Vecchio and the Uffizi, was regularly stopped by the same person who bored him every time always telling the same story about his failures financial and credit due to the same Buonarroti and never paid. It was on one of those occasions that Michelangelo, plagued by boredom and with the tools of the trade in hand, while the nuisance he spoke, he turned his back sculpted profile, forever immortalizing it in stones of the Palazzo Vecchio.Some versions say that Michelangelo sculpted even holding hands behind his back and – came near the walls of the palace, pretending to listen – engraved on it the profile of the face; But it is not certain whether it was his or of Michelangelo.